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Perimenopausa: a che età inizia, quanto dura e cosa cambia

Ho superato i 40 e da due anni il mio ciclo ha smesso di essere puntuale. All’inizio pensavo allo stress del lavoro, poi a un’influenza che mi aveva ridotto a un mucchio di lenzuola sudate. Quando mi sono fermata a contare ho capito che era cominciato qualcos’altro. La perimenopausa può iniziare attorno ai 40 anni e dura mediamente tra 4 e 10 anni, secondo i dati di Humanitas. Rientra nella fisiologia femminile come fase di transizione verso la menopausa vera e propria.

In questo articolo trovi: a che età inizia per davvero la perimenopausa, quanto dura, quali sintomi compaiono, come si fa una diagnosi seria, e che differenza c’è tra perimenopausa, premenopausa e menopausa precoce. Ti racconto anche cosa è cambiato per me a 41 anni, con i numeri esatti delle fonti che ho letto e senza prediche sul vivere il cambiamento.

Una premessa che vale per tutto quello che leggerai: la perimenopausa è una fase che riguarda 17 milioni di donne in Italia, secondo i dati di Fondazione Onda ETS presentati alla Camera dei Deputati nel maggio 2025. Eppure il 44% delle italiane intervistate dichiara di avere informazione medio-bassa sull’argomento. Questo articolo prova a colmare quel buco, restando a metà strada tra il rigore della fonte medica e la voce di chi ci sta passando in prima persona.

A che età inizia la perimenopausa

Secondo Humanitas, la perimenopausa può iniziare già attorno ai 40 anni. In alcune donne i primi segnali compaiono più tardi, anche a 45 o 47 anni. La forbice di età dipende da fattori biologici concreti: genetica, stile di vita, fumo, peso corporeo e patologie pregresse. La menopausa vera e propria, in Italia, arriva mediamente attorno ai 51 anni.

Io ho cominciato a notare i primi cambiamenti a 41 anni. Il ciclo è diventato più corto di tre giorni, poi più abbondante, poi è saltato un mese intero. Sono andata dalla ginecologa convinta di avere un problema. Mi ha detto che ero perfettamente nella norma e che probabilmente quella era l’inizio della perimenopausa. La parola mi è suonata strana, perché nella mia testa la menopausa era una cosa da 50 anni in su. Invece comincia molto prima, e in modo molto silenzioso.

Perimenopausa a 40 anni: è precoce?

No. Iniziare la perimenopausa a 40 anni rientra pienamente nella fisiologia femminile. Si parla di menopausa precoce solo quando l’ultima mestruazione arriva prima dei 40 anni, condizione che riguarda circa l’1% delle donne italiane secondo Auxologico. Il termine clinico corretto è insufficienza ovarica prematura (POI, Premature Ovarian Insufficiency).

Tra i 40 e i 45 anni si parla invece di menopausa anticipata, che secondo le stime di Auxologico riguarda circa il 10% delle donne. Sono casistiche diverse: la perimenopausa attorno ai 40 anni è la transizione, la menopausa anticipata è invece la cessazione effettiva del ciclo. Capirne la differenza serve a evitare di allarmarsi al primo ciclo saltato a 41.

CondizioneEtàFrequenza
Perimenopausa fisiologica40-50 anniRiguarda tutte le donne
Menopausa anticipata40-45 anniCirca 10% (Auxologico)
Menopausa precoce (POI)Prima dei 40 anniCirca 1% (Auxologico)
Menopausa fisiologica45-55 anni (media 51)Maggior parte delle donne
Menopausa tardivaDopo i 55 anniCasi singoli

Se vuoi approfondire la differenza tra i vari termini ti consiglio l’articolo Premenopausa o perimenopausa: che differenza c’è, che chiarisce anche perché su Google la gente cerca “premenopausa” molto più di “perimenopausa”.

Quanto dura la perimenopausa

La perimenopausa dura mediamente dai 4 ai 10 anni, secondo i dati pubblicati da Humanitas e ripresi anche dal Manuale MSD. Per alcune donne è una fase rapida, di pochi mesi. Per altre si estende ben oltre il decennio. La fine ufficiale coincide con la menopausa diagnosticata, dichiarata dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazione.

La variabilità è enorme. Una mia amica ha attraversato la transizione in tre anni scarsi, dai 47 ai 50. Mia madre racconta che le è durata sette anni. La mia ginecologa mi ha detto che è impossibile prevedere quanto durerà a me, e mi ha consigliato di smettere di chiederglielo a ogni visita. Aveva ragione.

Cosa influisce sulla durata

I fattori che possono accorciare o allungare questa fase sono noti. Il fumo anticipa la menopausa di circa due anni, come riportano diversi studi clinici. La predisposizione genetica conta molto: se tua madre è entrata in menopausa a 48 anni, è probabile che tu segua una tempistica simile. Anche il peso corporeo, la presenza di patologie autoimmuni e i trattamenti oncologici incidono sulla durata della perimenopausa.

Per un approfondimento completo su questo aspetto puoi leggere Quanto dura la perimenopausa: la transizione di 4-10 anni, dove racconto anche i fattori che la mia ginecologa mi ha invitato a considerare nel mio caso specifico.

I sintomi della perimenopausa

Secondo Fondazione Onda, il 74,6% delle donne in perimenopausa soffre di disturbi. Il primo segnale, comune alla maggior parte, è l’irregolarità del ciclo mestruale. Cambiano la frequenza, la durata, l’intensità del flusso. Possono comparire spotting tra un ciclo e l’altro, oppure mestruazioni molto abbondanti dopo mesi di scarsità.

Gli altri sintomi tipici si possono raggruppare in cinque famiglie. Te le riassumo qui, poi ti dico quali ho riconosciuto io.

1. Sintomi mestruali

Cicli più corti o più lunghi del solito, flussi più abbondanti o più scarsi, salti di una o due mensilità seguiti dal ritorno del ciclo. È il primo campanello e quasi sempre quello che ti porta dal medico. La ginecologa mi ha spiegato che è dovuto alle oscillazioni di estrogeni e progesterone: le ovaie iniziano a produrre meno ormoni in modo irregolare, e il ciclo riflette quella irregolarità.

2. Sintomi vasomotori

Vampate di calore, sudorazioni notturne, palpitazioni. Sono i sintomi più associati alla menopausa nell’immaginario collettivo. Possono iniziare già in perimenopausa, anche se in modo meno intenso rispetto alla menopausa conclamata. Io ho avuto due episodi di sudorazione notturna lo scorso inverno. All’inizio li ho attribuiti alle coperte troppo pesanti.

3. Sintomi vulvogenitali

Secchezza vaginale, prurito, bruciore, dolore durante i rapporti. Secondo studi epidemiologici citati da Doctorium, circa il 27-60% delle donne riferisce sintomi moderati o gravi di secchezza vaginale o dispareunia in associazione alla perimenopausa. Questi sintomi tendono a peggiorare con il tempo, a differenza di quelli vasomotori che invece spesso si attenuano. Per questo è importante parlarne con la ginecologa fin dai primi segnali, perché esistono soluzioni locali e sistemiche efficaci.

4. Sintomi cognitivi e dell’umore

Difficoltà di concentrazione, sensazione di “nebbia mentale”, irritabilità, sbalzi d’umore, disturbi del sonno. Secondo l’indagine Manupausa-Fondazione Onda 2025 il 64% delle donne segnala difficoltà cognitive e il 62% riferisce disturbi emotivi durante questa fase. Si tratta di una vulnerabilità maggiore a episodi depressivi lievi, distinta dalla depressione clinica vera e propria. Il rischio è più alto in chi ha avuto sintomi depressivi in passato.

5. Sintomi muscolari e articolari

Dolori articolari, rigidità mattutina, perdita di massa muscolare. Secondo le statistiche citate da My-PersonalTrainer, l’artralgia interessa oltre il 50% delle donne in menopausa, colpendo soprattutto collo, spalle, gomiti e mani. La ricerca recente parla anche di “sindrome muscolo-scheletrica della menopausa”, un concetto introdotto da Vonda J. Wright e colleghi nel 2024 sulla rivista Climacteric.

Per i primi segnali specifici a 40 anni ti rimando all’articolo dedicato Perimenopausa sintomi: i primi segnali a 40 anni. Se invece vuoi capire come riconoscere i sintomi più sfumati, leggi Premenopausa sintomi iniziali: come iniziare a notarli.

Come capire se sei in perimenopausa

La diagnosi di perimenopausa si basa principalmente su tre elementi: età, pattern mestruale dell’ultimo anno, sintomi riferiti. Lo dice il Manuale MSD e lo confermano le linee guida internazionali ENGAGE e EMAS. Gli esami del sangue rappresentano un supporto al ragionamento clinico più che un dato risolutivo, perché in perimenopausa i livelli ormonali oscillano molto e una singola misurazione può risultare poco indicativa.

Quali esami del sangue ha senso fare

Se decidi di approfondire con il ginecologo, i parametri solitamente richiesti sono tre. L’FSH, ormone follicolo-stimolante, tende ad aumentare man mano che le ovaie riducono la loro funzione. Valori persistentemente superiori a 30-40 mUI/mL indicano menopausa avanzata. L’estradiolo (E2) si riduce progressivamente: sotto i 20 pg/mL siamo in carenza estrogenica marcata. L’ormone anti-Mülleriano (AMH) indica la riserva ovarica residua: valori bassi segnalano l’esaurimento dei follicoli.

Spesso la ginecologa o il medico di famiglia aggiungono anche TSH e ormoni tiroidei, emocromo, ferritina, vitamina D, vitamina B12, profilo lipidico. Servono a escludere altre cause che possono mimare i sintomi della perimenopausa, come una disfunzione tiroidea o un’anemia.

Se vuoi sapere come capire concretamente in che fase ti trovi, l’articolo Test perimenopausa: come capire se sei in transizione raccoglie i segnali da osservare e gli esami consigliati dalla mia ginecologa.

Test online: utili o no

Sul web trovi decine di test rapidi per autodiagnosticare la perimenopausa. Hanno un’utilità limitata: ti aiutano a metter ordine ai sintomi che stai notando, ma vanno integrati con la visita ginecologica. Se compili un test e ti dice “sei in perimenopausa”, il passo successivo resta il medico. La diagnosi resta clinica, frutto del confronto tra storia, sintomi e visita.

Perimenopausa, premenopausa, menopausa: facciamo chiarezza

I tre termini si usano spesso come sinonimi, ma indicano fasi diverse. Lo chiarisce Humanitas: la perimenopausa è il periodo di transizione caratterizzato da irregolarità del ciclo, che termina con la menopausa. La menopausa è il momento in cui il ciclo si ferma in via stabile, diagnosticata dopo 12 mesi senza mestruazioni. La premenopausa, nell’uso più rigoroso, è la fase che precede la perimenopausa, quando i cicli sono ancora regolari ma cominciano a comparire alcuni cambiamenti sottili.

Nell’uso comune, e anche su Google, “premenopausa” è il termine più cercato. Se digiti “premenopausa sintomi” trovi 14.800 ricerche mensili in Italia, contro le 1.300 di “perimenopausa sintomi” (dati SeoZoom). È un dato linguistico interessante: la parola scientificamente corretta è perimenopausa, ma la lingua reale delle donne italiane preferisce ancora premenopausa. Per questo nel sito uso entrambi i termini.

Come prepararsi alla prima visita ginecologica per la perimenopausa

La prima visita dedicata alla perimenopausa fa la differenza per i mesi che verranno. Dopo l’esperienza della mia prima volta dalla ginecologa, ho imparato che arrivare preparata cambia la qualità del confronto. La professionista ha 20-30 minuti, e quei minuti dipendono molto da quanto materiale le porti tu.

Tre cose che hanno funzionato per me. La prima: tenere un diario del ciclo dei sei mesi precedenti, con date di inizio, durata, intensità del flusso, eventuali spotting. App come Clue o Flo lo fanno in automatico. La seconda: arrivare con una lista scritta dei sintomi notati, anche quelli che sembrano slegati dalla perimenopausa (stanchezza diurna, sbalzi d’umore, dolori articolari, cambiamenti del sonno). La terza: portare la storia ginecologica della propria madre, se possibile, perché la familiarità conta nella valutazione.

Nel mio caso non è andata così linearmente. Alla visita annuale di maggio 2024 la mia ginecologa mi ha confermato che i cambiamenti del ciclo erano nella norma per la mia età, senza approfondire oltre, e in quel momento non avevo voglia di riprendere il discorso. Se vuoi comunque un quadro più completo, gli esami che di solito si richiedono sono: FSH, estradiolo, AMH, TSH e ormoni tiroidei, vitamina D, B12, ferritina, profilo lipidico e glicemia, più una densitometria ossea (MOC) se in famiglia c’è osteoporosi. Nella mia esperienza questo livello di approfondimento non arriva da solo: se lo vuoi, spesso tocca chiederlo esplicitamente.

Cosa è cambiato per me a 41 anni

Ti racconto cosa ho notato io, con la premessa che ogni perimenopausa è diversa. Il mio elenco vale come testimonianza personale, da leggere come racconto e mai come modello da seguire.

Il ciclo è stato il primo a parlare. Prima preciso al giorno, ora oscilla tra 24 e 32 giorni. Una volta ogni due o tre mesi salta un’intera mensilità. La quantità del flusso varia: alcuni mesi è scarso, altri abbondante per tre giorni di fila. Ho smesso di provare a prevederlo. Tengo un’app di tracciamento e basta.

Il sonno è la cosa che mi ha colpita di più. Mi sveglio alle 4 con un’idea fissa in testa e fatico a riaddormentarmi. Capita in alcune notti, ma quando capita è violento. Ho ridotto il caffè pomeridiano e ho aggiunto venti minuti di movimento prima di cena. Qualcosa ha aiutato.

Il cibo è cambiato senza che lo decidessi del tutto. La sera mangio meno di quanto facevo due anni fa e il giorno dopo mi pesa addosso. Da meno di un anno cerco di stare in un range di 1,2-1,5 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, quantità indicata per chi fa attività fisica moderata: skyr o yogurt greco magro, proteine in polvere e alimenti proteici dosati al bisogno sono entrati stabilmente nella mia dieta. Non è arrivato da un consiglio esterno: è stata una ricerca personale, partita anche da una dieta proteica vegetariana che una nutrizionista sportiva aveva preparato per mio marito, con l’app FatSecret a tenermi i conti. Trovi l’articolo dedicato in Proteine in perimenopausa: quante ne servono davvero.

Il movimento è diventato una priorità ferma, ma non nella forma che ci si aspetterebbe. Da ottobre 2025 mi alleno quasi tutti i giorni con sessioni di 20-30 minuti sulla piattaforma Dofit, che fa ruotare forza, cardio, flessibilità e stretching: pesi e resistenze elastiche, PHA o HIIT, pilates, yoga, stretching. Non è arrivato da un’indicazione medica, ma dal cambio di piattaforma dopo che quella che usavo prima aveva smesso di darmi risultati. Ne parlo meglio in Esercizi in menopausa: cosa funziona davvero a 40-50 anni.

I capelli e la pelle stanno cambiando. Qualche bianco in più ogni mese, la pelle che ricorda meno la sua tonicità di prima. Ho fatto pace con i bianchi usando l’henné, ma senza illudermi che sia comodo: lo riapplico ogni due mesi circa, e trovare la posa giusta, tra le due e le quattro ore a seconda di quanto bianco c’è da coprire, mi è costato diverse prove. Le macchie sul viso le sto seguendo da una dermatologa, senza ossessione.

L’umore ha avuto le sue oscillazioni. Più irritabile in alcuni giorni, più stanca in altri. Resta lontano dalla patologia clinica, restano oscillazioni fisiologiche. Solo la sensazione che le emozioni adesso prendano una piega diversa rispetto a dieci anni fa, e che ci voglia un po’ più di pazienza per riconoscerle.

La perimenopausa nel sistema sanitario italiano

I numeri della Fondazione Onda raccontano una situazione complicata. In Italia ci sono circa 17 milioni di donne in menopausa o perimenopausa. Il 44% delle donne intervistate da Onda dichiara di avere un livello di informazione medio-basso sull’argomento. Solo il 7,6% assume terapia ormonale sostitutiva, contro il 15-30% delle donne nel Regno Unito o nei Paesi nordici.

Il documento programmatico “Salute e benessere in menopausa” presentato alla Camera dei Deputati il 28 maggio 2025 sottolinea un dato culturale prima ancora che sanitario. Le donne arrivano impreparate a questa fase, ricevono informazioni contrastanti, faticano a trovare medici formati. Il 45,5% delle intervistate ritiene che i medici siano ancora insufficientemente preparati sul tema. È un dato che mi ha colpita, perché coincide con la mia prima esperienza in studio.

“Le donne purtroppo non riescono ad avere un supporto adeguato per affrontare la menopausa e non sono pienamente consapevoli dei cambiamenti legati a questo momento cruciale della vita.”

Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica Fondazione Onda ETS

Per me la differenza l’ha fatta cercare una ginecologa che fosse interessata davvero alla perimenopausa. Le ho chiesto un consulto strutturato, con esami del sangue completi e una visita di un’ora dedicata. Non è gratuito, lo so. Ma è stato il punto di partenza che mi è servito.

Quando rivolgersi al medico

Ci sono situazioni in cui la visita va eseguita senza rimandare. Te le elenco perché valgono più di mille rassicurazioni.

  • Sanguinamenti molto abbondanti che durano più di 7 giorni
  • Spotting frequente tra un ciclo e l’altro
  • Cicli più frequenti di 21 giorni o più rari di 35 per più mesi consecutivi
  • Vampate o sudorazioni che interferiscono con il sonno per più settimane
  • Dolore pelvico continuo o improvviso
  • Sintomi depressivi che durano più di due settimane
  • Qualsiasi sanguinamento se hai già avuto 12 mesi senza ciclo

Per il resto, la perimenopausa è una fase fisiologica che si attraversa con consapevolezza e qualche aggiustamento di stile di vita. Si convive con la transizione, restando fuori dalle cliniche per la quotidianità.

Domande frequenti sulla perimenopausa

A che età inizia la perimenopausa?

La perimenopausa può iniziare attorno ai 40 anni, anche se in alcune donne i primi segnali compaiono verso i 38-39 anni. Secondo Humanitas è una fase del tutto fisiologica che precede la menopausa e ha una durata variabile tra i 4 e i 10 anni.

Quanto dura la perimenopausa?

La perimenopausa dura mediamente dai 4 ai 10 anni. La fine coincide con la menopausa vera e propria, dichiarata dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo mestruale. L’età media della menopausa in Italia è 51 anni, con una forbice fisiologica tra 45 e 55 anni.

Che differenza c’è tra premenopausa e perimenopausa?

Nel linguaggio comune i due termini si usano come sinonimi. In ambito clinico la perimenopausa indica la fase di transizione con ciclo ancora presente ma irregolare, fino a un anno dopo l’ultima mestruazione. La premenopausa è il termine più diffuso e cercato online, soprattutto in Italia.

Come capire se sono in perimenopausa?

I primi segnali sono variazioni del ciclo mestruale per lunghezza, intensità o frequenza, sbalzi d’umore, disturbi del sonno e talvolta vampate. Per una valutazione precisa il ginecologo può richiedere il dosaggio di FSH, estradiolo e AMH nel sangue, oltre a esami che escludano altre condizioni come quelle tiroidee.

La perimenopausa a 40 anni è precoce?

No. Iniziare a notare i segnali della perimenopausa intorno ai 40 anni rientra nella norma fisiologica. Si parla di menopausa precoce solo quando l’ultima mestruazione arriva prima dei 40 anni, condizione che riguarda circa l’1% delle donne italiane secondo Auxologico.

Per orientarsi nei prossimi mesi

Se hai 40, 41, 43 anni e il tuo ciclo ha iniziato a fare i capricci, probabilmente sei all’inizio della perimenopausa. La prima cosa da fare è prendere appuntamento con una ginecologa che abbia interesse per la transizione menopausale. La seconda è iniziare a tenere traccia dei sintomi, anche solo su un’app o un quaderno. La terza è informarsi su fonti serie: Humanitas, Fondazione Onda, MSD Manuals, le società scientifiche di ginecologia italiane come SIGO e AOGOI.

Ti consiglio anche di leggere i contenuti del cluster perimenopausa di questo sito, che approfondiscono temi specifici. I primi segnali a 40 anni per riconoscerli quando ancora sono sfumati. Il ciclo irregolare dopo i 40, che è il sintomo che porta più donne dalla ginecologa. Lo spotting in perimenopausa, per distinguere quando è fisiologico e quando vale la pena approfondire.

Quello che ho capito in due anni di perimenopausa è una cosa sola: ogni scelta vale per la singola donna che la fa, distinta dalle scelte delle altre. C’è chi fa la terapia ormonale, chi sceglie integratori, chi cambia alimentazione, chi attraversa la transizione senza interventi particolari e sta benissimo. Trovare il proprio modo richiede tempo e ascolto del proprio corpo. Ma comincia da qui, da capire dove sei e quanto può durare. Il resto si costruisce strada facendo, una visita per volta, una scelta per volta.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e integrano il parere del medico, che resta indispensabile. Per ogni dubbio relativo alla tua salute, rivolgiti al tuo medico di fiducia o a uno specialista in ginecologia.

Maria Pia

Sono Maria Pia, over 40. Racconto la mia perimenopausa in prima persona: corpo, cibo, movimento, autostima. Non sono una dietista né una ginecologa: quello che scrivo viene dalla mia esperienza diretta e da anni di studio amatoriale sui temi che tocco.

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