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Perimenopausa: i primi segnali che arrivano dopo i 40 anni

Per mesi ho pensato che fosse solo stress. Il ciclo aveva cominciato a variare di qualche giorno rispetto al solito. A 41 anni mi sembrava troppo presto per parlare di menopausa, quindi cercavo altre spiegazioni. Alla visita ginecologica di controllo la dottoressa mi ha detto che erano cambiamenti normali per la mia età, senza approfondire oltre. Ho ricollegato tutto alla perimenopausa solo mesi dopo, quando gli sbalzi d’umore premestruali sono diventati troppo forti per essere solo stanchezza. I primi sintomi della perimenopausa possono comparire attorno ai 40 anni. Il segnale che apre la strada, secondo Humanitas, è l’irregolarità del ciclo mestruale.

In questo articolo trovi un elenco realistico dei primi segnali, raccontato con la voce di chi ci sta passando. Ti dico cosa ho notato io, quali sono i sintomi confermati dalle fonti mediche italiane, quando vale la pena rivolgersi al ginecologo, e come distinguere la perimenopausa da altre condizioni che le somigliano. Senza allarmismi, senza minimizzare.

I primi segnali che ho notato io a 41 anni

Il mio elenco vale come testimonianza personale, da leggere come racconto e mai come modello da seguire. Ogni perimenopausa è diversa. Ti dico cosa è successo a me nei primi sei mesi.

  • Il ciclo, di solito puntuale, ha iniziato a variare di qualche giorno rispetto al ritmo consueto
  • Nel giro di qualche mese, sbalzi d’umore molto più intensi del solito nella settimana prima del ciclo, al punto da farmi sentire fuori controllo
  • Solo con il senno di poi ho letto questi due segnali come collegati: sul momento li vivevo come episodi slegati

Nessuno di questi segnali, preso da solo, mi avrebbe portato dal medico. Insieme hanno cominciato a formare un quadro che faceva senso solo se letto come transizione ormonale. La ginecologa Diana Pettinato di Humanitas San Pio X spiega che è normale che i segnali siano sfumati e variabili. Per questo molte donne li attribuiscono a stress o stanchezza prima di riconoscerli per quello che sono.

Il ciclo mestruale che cambia: il primo campanello

L’irregolarità del ciclo mestruale è il primo sintomo della perimenopausa. Lo dicono Humanitas, MSD Manuals e tutte le linee guida internazionali. Cambia la ritmicità (la distanza tra un ciclo e l’altro), cambia la durata (più corto o più lungo), cambia l’intensità del flusso (più scarso o più abbondante).

Le possibili variazioni descritte dalla ginecologa Mariafrancesca Waldis di Humanitas sono diverse e tutte rientrano nella fisiologia: oligomenorrea (ritardi significativi del ciclo), polimenorrea (mestruazioni ogni 20-25 giorni), flussi più abbondanti del solito (menorragia) o più scarsi (ipomenorrea). In molti casi compaiono anche spotting, perdite ematiche tra un ciclo e l’altro.

Per orientarsi conviene tenere un diario del ciclo per almeno tre o quattro mesi consecutivi, segnando date di inizio, durata e intensità percepita del flusso. App come Clue o Flo lo fanno in automatico. Il diario serve a te per fissare il pattern, e serve molto alla ginecologa al primo appuntamento. Se vuoi approfondire questo tema specifico, ho scritto un articolo dedicato sul ciclo irregolare dopo i 40 anni.

Gli altri sintomi che possono comparire

Oltre alla variazione del ciclo, in perimenopausa possono comparire diversi sintomi nuovi. Te li ho organizzati in quattro famiglie, con i dati di prevalenza dove le fonti li riportano.

Vampate di calore e sudorazioni notturne

Le vampate di calore sono il sintomo più riconoscibile. Secondo Auxologico, fino all’80% delle donne in transizione menopausale presenta disturbi vasomotori (vampate, sudorazioni notturne, palpitazioni). Angelini Pharma riporta che il 70-75% delle donne in menopausa sperimenta le vampate, e in circa il 25% persistono per più di due anni.

In perimenopausa le vampate sono in genere meno frequenti e intense rispetto alla menopausa conclamata. Possono comparire come episodi sporadici di sudorazione notturna che disturbano il sonno, oppure come ondate di calore brevi durante la giornata. La frequenza varia da pochi episodi al mese fino a venti al giorno nelle fasi più acute.

Disturbi del sonno

Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno poco riposante. Secondo il Manuale MSD i disturbi del sonno in perimenopausa possono essere indiretti, cioè dovuti alle vampate notturne che interrompono il sonno, oppure diretti, legati alle fluttuazioni ormonali che alterano i ritmi circadiani.

La privazione di sonno è uno dei fattori che amplifica gli altri sintomi durante la giornata: aumenta l’irritabilità, peggiora la concentrazione, accentua la stanchezza. È uno dei primi segnali da raccontare al medico, perché sul sonno si può intervenire con strategie pratiche prima ancora di pensare a trattamenti farmacologici.

Cambiamenti dell’umore e “nebbia mentale”

Sbalzi d’umore, irritabilità, ansia, tristezza immotivata, calo della motivazione. Secondo l’indagine Manupausa-IULM-Fondazione Onda del 2025, il 62% delle donne in perimenopausa segnala disturbi emotivi e il 64% riporta difficoltà cognitive. Il fenomeno della cosiddetta brain fog (nebbia mentale) è descritto come difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria momentanei, calo dell’attenzione.

Importante sapere una cosa: si tratta di alterazioni funzionali reversibili, legate alle fluttuazioni di estrogeni e progesterone che agiscono sul sistema nervoso e sui neurotrasmettitori come la serotonina. Restano lontane da un decadimento cognitivo strutturale. Spesso migliorano stabilizzandosi gli ormoni o intervenendo su sonno e stile di vita.

Sintomi vulvogenitali e dolori articolari

La secchezza vaginale e la riduzione del desiderio sessuale (calo della libido) compaiono spesso già in perimenopausa, anche se in modo meno marcato rispetto alla menopausa conclamata. Auxologico riporta che fino al 50% delle donne in menopausa presenta sintomi genitourinari (secchezza, dolore durante i rapporti, incontinenza urinaria).

I dolori articolari sono un altro sintomo poco conosciuto ma frequente. Le statistiche di My-PersonalTrainer riportano che l’artralgia interessa oltre il 50% delle donne in menopausa, colpendo soprattutto collo, spalle, gomiti e mani. La rigidità mattutina e la sensazione di “scricchiolio” articolare possono comparire già nella fase di transizione.

Quando i sintomi diventano un campanello

Ci sono situazioni in cui i sintomi vanno raccontati alla ginecologa senza rimandare. Te le elenco perché spesso le donne aspettano troppo prima di chiedere un parere medico.

  • Sanguinamenti molto abbondanti che durano oltre 7 giorni
  • Spotting frequente tra un ciclo e l’altro per più mesi
  • Cicli più frequenti di 21 giorni o più rari di 35 per più mesi consecutivi
  • Vampate o sudorazioni notturne che alterano il sonno per più settimane
  • Dolore pelvico continuo o improvviso
  • Sintomi depressivi che durano più di due settimane
  • Qualsiasi sanguinamento se hai già avuto 12 mesi senza ciclo

Per il resto, i sintomi della perimenopausa sono fisiologici. Restano monitorati con visite annuali e un diario dei segnali, senza richiedere interventi urgenti. Il principio è semplice: quello che è gestibile a casa con piccoli aggiustamenti di stile di vita lo si gestisce così, quello che peggiora la qualità della vita merita un confronto con il medico.

Perimenopausa o altro? Cosa può confondersi

Alcuni sintomi della perimenopausa si sovrappongono ad altre condizioni cliniche. Per questo la ginecologa, alla prima visita, richiede spesso un pannello ematochimico più ampio del semplice dosaggio ormonale.

Le condizioni che mimano la perimenopausa sono diverse. La disfunzione tiroidea (ipotiroidismo o ipertiroidismo subclinico) può dare stanchezza, sbalzi d’umore, alterazioni del peso e del ciclo. L’anemia da carenza di ferro spiega stanchezza marcata, palpitazioni, brain fog. La carenza di vitamina D o B12 può causare affaticamento e disturbi cognitivi. Lo stress cronico simula molti sintomi vasomotori e psicologici.

Per questo gli esami del sangue di base in perimenopausa includono FSH, estradiolo, AMH, TSH e ormoni tiroidei, emocromo completo, ferritina, vitamina D, vitamina B12. Aggiungo: profilo lipidico e glicemia, per avere una baseline metabolica utile a lungo termine. Per approfondire la diagnosi e gli esami, ti rimando all’articolo dedicato sul test perimenopausa: come capire se sei in transizione.

Cosa fare con i primi sintomi

Tre cose pratiche che hanno aiutato me, da raccontarti come spunto. La prima: tenere un diario dei sintomi e del ciclo per almeno tre mesi, prima di andare dalla ginecologa. La seconda: rivedere lo stile di vita con priorità su sonno, movimento, proteine a colazione, alcol e caffeina ridotti. La terza: prendere un appuntamento ginecologico dedicato alla perimenopausa, distinto dalle visite di controllo annuali.

Lo stile di vita pesa molto sui sintomi vasomotori e su quelli del sonno. Il movimento regolare (almeno tre sedute settimanali con una combinazione di pesi e cardio) migliora umore, sonno e densità ossea. L’alimentazione orientata alle proteine sostiene la massa muscolare che inizia a calare già in questa fase. Per approfondire il tema movimento ti mando a Esercizi in menopausa, per quello alimentare a Proteine in perimenopausa.

Domande frequenti sui sintomi della perimenopausa

Quali sono i primi sintomi della perimenopausa?

Il primo sintomo della perimenopausa è l’irregolarità del ciclo mestruale (cambia frequenza, durata, intensità del flusso). Possono accompagnarlo sudorazioni notturne sporadiche, disturbi del sonno, sbalzi d’umore, difficoltà di concentrazione e una stanchezza diffusa. Variano molto da donna a donna.

A che età iniziano i sintomi della perimenopausa?

I primi sintomi possono comparire attorno ai 40 anni, anche se in alcune donne si manifestano già a 38-39 anni. L’età media di inizio della perimenopausa in Italia, secondo le indicazioni di Humanitas e TENA, è tra i 40 e i 45 anni. La durata totale della perimenopausa va dai 4 ai 10 anni.

Come capire se sono in perimenopausa o se è stress?

La differenza si fa principalmente sul pattern mestruale. Lo stress può alterare il ciclo, ma di solito in modo episodico. La perimenopausa porta variazioni stabili e progressive del ciclo per più mesi consecutivi. Se hai dubbi, parlane con la ginecologa, che può richiedere esami del sangue per chiarire.

I sintomi della perimenopausa durano molto?

La durata varia da donna a donna. I disturbi vasomotori (vampate, sudorazioni) durano in media 2-3 anni, anche se in circa il 25% delle donne persistono più a lungo. Altri sintomi come l’irregolarità del ciclo accompagnano tutta la fase fino alla menopausa conclamata.

Si può fare qualcosa per attenuare i sintomi della perimenopausa?

Sì, diverse strategie aiutano. Modifiche dello stile di vita (sonno, movimento, alimentazione orientata alle proteine, riduzione di alcol e caffeina) attenuano molti sintomi. In casi più marcati la ginecologa può proporre terapie locali, integratori specifici o terapia ormonale sostitutiva. Le scelte vanno discusse caso per caso.

Per andare avanti

I sintomi della perimenopausa sono variabili, sfumati, individuali. Se ti ritrovi in alcuni di quelli descritti qui, il passo successivo è informarti su come si inquadra clinicamente questa fase. Ti consiglio di leggere il pillar Perimenopausa: a che età inizia, quanto dura e cosa cambia, che mette in fila età, durata e differenza con altre condizioni come menopausa precoce e premenopausa.

Per altri temi specifici del cluster: premenopausa sintomi iniziali per i segnali ancora più sottili che precedono la perimenopausa vera e propria, spotting in perimenopausa se quello che ti preoccupa sono le perdite ematiche tra un ciclo e l’altro, quanto dura la perimenopausa per capire l’orizzonte temporale realistico.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e integrano il parere del medico, che resta indispensabile. Per ogni dubbio relativo alla tua salute, rivolgiti al tuo medico di fiducia o a uno specialista in ginecologia.

Maria Pia

Sono Maria Pia, over 40. Racconto la mia perimenopausa in prima persona: corpo, cibo, movimento, autostima. Non sono una dietista né una ginecologa: quello che scrivo viene dalla mia esperienza diretta e da anni di studio amatoriale sui temi che tocco.

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