Ho superato i 40 e da un po’ il mio ciclo ha smesso di avere la solita puntualità. Sono andata dalla ginecologa per il controllo annuale, le ho parlato di queste variazioni e mi ha detto che era normale per la mia età. Da quella frase stringata, “normale per la mia età”, e dalle variazioni che avevo iniziato a osservare, mi è venuta voglia di capire cosa significassero davvero questi cambiamenti. Ho scoperto che si chiama perimenopausa, mentre nella mia testa la menopausa era sempre stata una cosa da 50 anni in su. Invece il cambiamento comincia molto prima, e quasi senza farsi notare.
Perimenopausa, premenopausa e menopausa non sono la stessa cosa, anche se si confondono spesso nel linguaggio quotidiano. Qui provo a mettere un po’ di ordine: a che età iniziano, quanto durano, cosa cambia nel corpo lungo il percorso. Un riferimento concreto per iniziare, secondo Humanitas: la perimenopausa può iniziare già intorno ai 40 anni e durare, in media, dai 4 ai 10 anni, un arco di tempo più ampio di quanto molte immaginino. Una fase fisiologica che il corpo attraversa a modo suo, non un problema da risolvere in fretta.
Perimenopausa, premenopausa, menopausa: prima di tutto, chiariamoci
I tre termini si sentono spesso usati come sinonimi; in parte lo sono, e in parte no. Perimenopausa è il nome corretto, secondo Humanitas, per l’intero periodo di transizione verso la menopausa: comincia quando il ciclo diventa irregolare e finisce dopo 12 mesi senza mestruazioni. La menopausa invece è un momento preciso, che si dichiara ufficialmente dopo quei 12 mesi consecutivi senza ciclo. “Premenopausa” è il termine che si sente più spesso nel linguaggio comune per indicare la stessa transizione: il linguaggio di tutti i giorni e quello clinico, su questo, non sempre coincidono.
Ho scoperto, cercando online, che la maggior parte delle donne italiane cerca “premenopausa” molto più spesso di “perimenopausa”, segno di quanto la confusione tra i due termini sia diffusa. Per questo nel sito uso entrambe le parole: quello che conta è di cosa parliamo, non l’etichetta esatta che scegliamo di usare.
A che età inizia la perimenopausa
Ho notato i primi cambiamenti poco dopo i 40 anni: il ciclo un po’ meno regolare, più lungo o più corto di qualche giorno, e sbalzi d’umore più pesanti durante la PMS (la sindrome premestruale), quelli che poi mi hanno spinta a capire cosa stava succedendo, mesi dopo. Humanitas conferma che la perimenopausa può iniziare già attorno ai 40 anni, e in alcune donne i primi segnali arrivano più tardi, anche a 45 o 47 anni. La forbice dipende da fattori concreti: genetica, stile di vita, peso corporeo, patologie pregresse che ciascuna si porta dietro, in modo diverso da tutte le altre. La menopausa vera e propria arriva mediamente attorno ai 51 anni, secondo i dati di Auxologico.
A 40 anni è precoce?
No. A 40 anni la perimenopausa rientra pienamente nella norma, anche se non lo sembra quando lo vivi in prima persona. Il termine “precoce” riguarda semmai la menopausa: si parla di menopausa precoce solo quando le mestruazioni si fermano del tutto prima dei 40 anni, condizione che riguarda circa l’1% delle donne italiane secondo Auxologico, ed è chiamata clinicamente insufficienza ovarica prematura. Tra i 40 e i 45 anni, se il ciclo si ferma, si parla invece di menopausa anticipata, che riguarda circa il 10% delle donne, sempre secondo la stessa fonte.
La differenza, in fondo, è semplice, anche se sul momento può confondere: la perimenopausa è la transizione, e riguarda tutte, prima o poi, in un modo o nell’altro. La menopausa anticipata o precoce è invece la cessazione vera e propria del ciclo, che riguarda solo una minoranza di donne.
Quanto dura
Qui la variabilità è reale, e probabilmente più ampia di quanto ci si aspetti all’inizio. Secondo Humanitas, la perimenopausa dura mediamente dai 4 ai 10 anni. Per alcune donne è una fase di pochi mesi, per altre si estende ben oltre il decennio, senza una regola che valga per tutte. Finisce quando arriva la menopausa vera e propria, dichiarata dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo.
Alcuni fattori influenzano quanto dura questa fase, anche se nessuno può dirti in anticipo il tuo numero esatto. La genetica pesa parecchio: se tua madre è entrata in menopausa presto, probabilmente seguirai una tempistica simile alla sua. Anche il fumo, il peso corporeo, le patologie autoimmuni e i trattamenti oncologici contano nel determinare quanto durerà per te, sommandosi tra loro in modi difficili da prevedere.
Cosa cambia
Tra le informazioni in cui mi sono imbattuta durante le mie ricerche, ho trovato che l’irregolarità del ciclo è il disturbo più diffuso in perimenopausa, quello che ho notato anche io per primo: cambia frequenza, durata, intensità, spesso tutte e tre insieme, senza un ordine preciso.
I sintomi si raggruppano in cinque famiglie: mestruali, vasomotori (vampate, sudorazioni notturne), vulvogenitali (secchezza, fastidio), cognitivi e dell’umore (nebbia mentale, irritabilità, sonno disturbato), muscolari e articolari (rigidità, dolori). Non arrivano tutti insieme e ognuna ha esperienze diverse. Personalmente, finora, ho notato solo le variazioni nella durata del ciclo e nell’abbondanza del flusso, a volte anticipato da episodi di spotting, e variazioni nell’umore, più intense del solito.
Come si arriva a una diagnosi
Quando ho approfondito come si riconosce la perimenopausa, ho scoperto che non esiste un vero esame diagnostico: si riconosce soprattutto dal quadro d’insieme, età e cambiamenti del ciclo in primis. La menopausa vera e propria, quella sì, ha un criterio netto: un anno intero senza ciclo, senza bisogno di esami del sangue nella maggior parte dei casi. Gli esami restano un aiuto in più quando qualcosa non torna, non la parola definitiva: in perimenopausa i livelli ormonali oscillano molto, e una singola misurazione dice poco su quello che sta succedendo dentro il corpo. Ad ogni modo, l’ideale è sempre fare regolari visite mediche di controllo, in modo da avere una valutazione specifica per la propria situazione.
Quando conviene andare dal medico senza rimandare
Alcuni segnali meritano un confronto diretto con la ginecologa invece di aspettare la visita annuale: un flusso molto abbondante o prolungato oltre il consueto, dolore pelvico che persiste o arriva all’improvviso, cicli che si accorciano o allungano in modo marcato per più mesi di fila, oppure qualsiasi sanguinamento dopo un anno intero senza ciclo. Non serve un elenco memorizzato alla lettera: basta imparare ad osservare quando si verifica qualcosa diversamente dalla propria normalità.
Per il resto, la perimenopausa si attraversa con qualche aggiustamento, senza bisogno di correre in ambulatorio a ogni variazione che noti sul corpo.
Cosa è cambiato per me, nella pratica
Da quando ho capito cosa mi stava succedendo, ho iniziato ad aggiustare qualche pezzo della mia vita: come mi alleno, cosa mangio, come mi guardo e mi racconto in questa fase, un pezzo alla volta. Non tutto insieme, e non secondo un piano preciso stabilito a tavolino. Ogni pezzo ha il suo racconto su questo diario, con i dettagli di cosa ho provato e cosa ha funzionato per me, che non è detto valga allo stesso modo per te.
Riassumendo: domande frequenti sulla perimenopausa
A che età inizia la perimenopausa?
Può iniziare attorno ai 40 anni, anche se in alcune donne i primi segnali arrivano verso i 38-39. È una fase fisiologica, non una condizione da correggere.
Quanto dura la perimenopausa?
Mediamente dai 4 ai 10 anni, con una variabilità individuale piuttosto ampia. Finisce con la menopausa vera e propria, dichiarata dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo.
Che differenza c’è tra premenopausa e perimenopausa?
Nel linguaggio comune si usano come sinonimi, ed è così che li uso anch’io su questo sito. In ambito clinico il confine è meno netto di quanto sembri: ne parlerò con più calma in un articolo dedicato.
Come capire se sono in perimenopausa?
I segnali più comuni sono variazioni del ciclo per lunghezza, intensità o frequenza, sbalzi d’umore, disturbi del sonno, talvolta vampate. Per una valutazione precisa, la ginecologa può richiedere alcuni esami del sangue.
A 40 anni è precoce?
No, la perimenopausa a 40 anni rientra nella norma fisiologica. Si parla invece di menopausa precoce solo quando le mestruazioni si fermano del tutto prima dei 40 anni.
Per orientarti nei prossimi mesi
Se il tuo ciclo ha iniziato a fare i capricci dopo i 40, probabilmente sei all’inizio della perimenopausa, anche se la parola non ti era ancora venuta in mente. Un buon primo passo è iniziare a tenere traccia dei sintomi, anche solo su un’app o un quaderno qualsiasi. Il secondo è trovare una ginecologa che dedichi tempo reale a questa fase, con una visita pensata apposta e non incastrata tra mille altre cose. Il terzo è informarsi su fonti serie: Humanitas, Fondazione Onda, il Manuale MSD, le società scientifiche come SIGO e AOGOI.
Se vuoi approfondire le possibilità per affrontare questa fase nella quotidianità, su questo sito troverai via via altri contenuti dedicati: il mio percorso su alimentazione e movimento, come cambia la percezione di me stessa in questa fase della vita.
La cosa più importante che ho capito finora è questa: ogni scelta vale per la donna che la fa, distinta dalle scelte delle altre, senza gerarchie tra un modo e l’altro. C’è chi sceglie la terapia ormonale, chi gli integratori, chi cambia alimentazione, chi attraversa la transizione senza interventi particolari e sta bene comunque. Trovare il proprio modo richiede tempo e ascolto del proprio corpo, più di quanto vorremmo. Il resto si costruisce strada facendo.
Fonti
- Humanitas — Perimenopausa: di cosa si tratta e quanto dura
- Auxologico — Menopausa: cos’è, età, sintomi iniziali e disturbi
- Manuale MSD, versione per i pazienti — Menopausa
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e integrano il parere del medico, che resta indispensabile. Per ogni dubbio relativo alla tua salute, rivolgiti al tuo medico di fiducia o a uno specialista in ginecologia.
Sono Maria Pia, over 40. Racconto la mia perimenopausa in prima persona: corpo, cibo, movimento, autostima. Non sono una dietista né una ginecologa: quello che scrivo viene dalla mia esperienza diretta e da anni di studio amatoriale sui temi che tocco.



