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Premenopausa e perimenopausa: la confusione che ho trovato cercando una risposta

Quando ho iniziato a cercare la differenza tra premenopausa e perimenopausa, pensavo bastasse una ricerca veloce per trovare una risposta chiara. Invece, più leggevo, più mi confondevo: una fonte trattava i due termini come sinonimi, un’altra come fasi diverse, senza spiegare fino in fondo dove passasse il confine. Quello che trovi qui non è quella linea netta che forse cercavi anche tu, ma quello che ho verificato io, con qualche riflessione pratica per orientarti.

Perché la confusione non è colpa tua

Se hai cercato online e sei uscita più confusa di prima, probabilmente non hai fatto nulla di sbagliato. Io ho confrontato più fonti, anche autorevoli, e le definizioni spesso non collimano tra loro, anche quando la competenza di chi scrive non è in discussione.

Nel linguaggio comune “premenopausa” e “perimenopausa” vengono usate quasi sempre come se fossero intercambiabili, e nella mia esperienza di ricerca online “premenopausa” è anche il termine che le donne italiane digitano più spesso su Google, probabilmente perché suona più intuitivo (il prefisso “pre” richiama subito l’idea di “prima della menopausa”). “Perimenopausa” resta invece il termine tecnicamente corretto in ambito medico per l’intero periodo di transizione, ma la differenza tra i due si sfalda quasi sempre da fonte a fonte: alcune pagine trattano i due termini come sinonimi, altre come fasi diverse con un confine dichiarato ma mai spiegato fino in fondo.

Se la stessa confusione capita anche cercando con attenzione, probabilmente dice più sullo stato reale delle informazioni in giro che su una tua mancanza.

Perché le uso quasi come sinonimi

Ho deciso di usare “perimenopausa” e “premenopausa” più o meno allo stesso modo, non perché ignori la distinzione che alcune fonti provano a tracciare, ma perché quella distinzione, quando esiste, non è abbastanza condivisa da poterla trattare come un dato certo su cui costruire un intero sito. Preferisco essere onesta sul limite di quello che si può affermare, piuttosto che inventarmi una linea netta solo per darti una risposta più comoda da leggere.

Cosa fare quando le fonti si contraddicono

Se ti ritrovi, come è successo a me, davanti a fonti che sembrano dire cose diverse, qualche accorgimento pratico aiuta a non restare bloccata nella ricerca infinita della risposta perfetta.

  1. Concentrati sui tuoi sintomi concreti, non sull’etichetta. Sapere se il tuo ciclo si sta accorciando o allungando conta più di sapere se quel cambiamento va chiamato “premenopausa” o “perimenopausa”.
  2. Porta le tue osservazioni alla ginecologa invece di cercare la definizione perfetta online. Un professionista che ti conosce può leggere il tuo quadro specifico meglio di qualsiasi articolo generico, per quanto scritto bene.
  3. Diffida di chi promette una distinzione netta senza indicare da dove viene. Se un sito ti dà una risposta troppo sicura di sé su un tema dove anche le fonti più autorevoli si contraddicono, forse sta semplificando più di quanto dovrebbe.
  4. Accetta che alcune domande, su questo tema, restano aperte più a lungo di quanto vorremmo: probabilmente racconta lo stato reale delle cose, non un limite nella tua ricerca.

Riassumendo: domande frequenti su premenopausa e perimenopausa

Qual è la differenza tra premenopausa e perimenopausa?

Nel linguaggio comune si usano quasi sempre l’una al posto dell’altra. In ambito clinico “perimenopausa” è il termine tecnicamente più corretto per indicare l’intero periodo di transizione verso la menopausa (quella che comunemente chiamiamo premenopausa), che inizia con le prime irregolarità del ciclo e si chiude dopo 12 mesi senza mestruazioni. Sul termine “premenopausa” ho trovato invece un documento della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) che segnala come, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe indicare tutto il periodo fertile di una donna fino alla menopausa, un arco molto più ampio degli ultimi anni prima del cambiamento a cui lo associamo di solito, un uso che la stessa OMS ha segnalato come improprio. Nemmeno a livello internazionale, quindi, il termine ha mai trovato un impiego del tutto coerente.

Come faccio a capire in che fase sono, se le definizioni non sono chiare?

Guarda ai tuoi sintomi concreti, variazioni del ciclo, cambiamenti nel flusso, sbalzi d’umore, più che all’etichetta con cui li chiami, e parlane con la tua ginecologa: è lei che può inquadrare la tua situazione specifica, non una definizione generica trovata online.

Fonti

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e integrano il parere del medico, che resta indispensabile. Per ogni dubbio relativo alla tua salute, rivolgiti al tuo medico di fiducia o a uno specialista in ginecologia.

Maria Pia

Sono Maria Pia, over 40. Racconto la mia perimenopausa in prima persona: corpo, cibo, movimento, autostima. Non sono una dietista né una ginecologa: quello che scrivo viene dalla mia esperienza diretta e da anni di studio amatoriale sui temi che tocco.

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